Tra i paesi dell'entroterra che si raggiungono da Dorgali, Lula è uno di quelli che sorprendono di più. Il paese è piccolo, ma a pochi chilometri dall'abitato sorge un santuario campestre che per la gente di queste montagne è un punto di riferimento da secoli: San Francesco di Lula. Due volte l'anno, a maggio e all'inizio di ottobre, il santuario si anima di pellegrini, famiglie, canti e tavolate. Sono proprio i mesi in cui la costa è più tranquilla, e per chi ama conoscere la Sardegna dell'interno è un'occasione preziosa.
Un santuario ai piedi del Montalbo
Il santuario si trova in campagna, a circa tre chilometri da Lula, su un pendio da cui si vedono colline e pascoli. Sullo sfondo si alza il Montalbo, la lunga montagna calcarea chiara che segna il paesaggio di questa parte della Sardegna. La chiesa che si vede oggi fu ricostruita alla fine del Settecento su un edificio più piccolo e antico, e custodisce una statua lignea del santo di scuola napoletana. Attorno alla chiesa sorgono le cumbessias, le casette in muratura costruite per ospitare i pellegrini durante i giorni della novena: una forma di accoglienza tipica dei santuari campestri sardi, dove la festa si vive insieme per più giorni.
Sull'origine del santuario si racconta una leggenda: un bandito accusato ingiustamente di un omicidio avrebbe fatto voto a San Francesco e, una volta riconosciuta la sua innocenza, avrebbe costruito la prima chiesetta per ringraziarlo. Vera o no, la storia dice molto del legame tra questo luogo e le comunità del Nuorese, che ancora oggi ne curano la festa.
La novena di maggio
Il primo appuntamento dell'anno è a inizio maggio. Il primo giorno del mese si svolge il pellegrinaggio e comincia la novena, che si conclude il 10 maggio. In quei giorni il santuario vive a ritmo di messe, rosari, canti in sardo e momenti di convivialità. Ai fedeli viene offerto il filindeu, una pasta artigianale sottilissima, fatta a mano con una tecnica rara che richiede anni di pratica, cotta nel brodo di pecora e condita con formaggio. È una delle preparazioni più particolari della cucina sarda, e il suo legame con la festa di Lula è strettissimo.
A maggio la campagna attorno al santuario è verde e fiorita, le giornate sono lunghe e miti: se siete a Dorgali in quel periodo, una mattinata a Lula si combina bene con una passeggiata nel paese e un giro in auto tra le colline della zona.
Il 4 ottobre e il pellegrinaggio da Nuoro
Il secondo appuntamento cade il 4 ottobre, festa di San Francesco d'Assisi. È legato a una delle tradizioni più suggestive dell'isola: il pellegrinaggio che parte nel cuore della notte dalla chiesa della Solitudine di Nuoro e percorre a piedi circa 35 chilometri per arrivare al santuario il mattino dopo. Chi cammina lo fa per voto, per devozione o per tradizione di famiglia, e l'arrivo all'alba davanti alla chiesa è un momento molto intenso.
Intorno alla festa sopravvivono anche riti antichi, come quello della bertula, la bisaccia legata ai voti per i bambini malati, e il santuario con i suoi voti compare anche nelle pagine di Grazia Deledda. Non sono spettacoli per turisti, ma gesti di fede che la comunità custodisce con cura.
Come visitarlo con rispetto
Da Dorgali Lula si raggiunge in circa tre quarti d'ora d'auto attraverso le strade dell'interno. Qualche attenzione rende la visita più piacevole per voi e per chi vive la festa:
- Ricordate che si tratta prima di tutto di un luogo di culto: abbigliamento sobrio in chiesa e silenzio durante le funzioni.
- Prima di fotografare persone, soprattutto durante i momenti di preghiera, chiedete il permesso.
- Nei giorni di festa il parcheggio vicino al santuario si riempie in fretta: arrivare presto aiuta.
- Portate acqua e una giacca leggera: a inizio ottobre e a maggio le mattine in collina possono essere fresche.
Un pezzo di Barbagia vicino al mare
Una delle cose belle di Dorgali è proprio questa: in pochi minuti si è sul mare di Cala Gonone, in poco più di mezz'ora si entra in un'altra Sardegna, fatta di santuari campestri, pascoli e tradizioni vissute ancora con partecipazione. San Francesco di Lula è un buon esempio di questo equilibrio. Non serve essere devoti per apprezzarlo: basta arrivare con curiosità e discrezione, sedersi un po' all'ombra delle cumbessias e ascoltare.
E se capitate in zona nei primi giorni di ottobre, vale la pena approfittarne: è uno degli ultimi appuntamenti della stagione, prima che Casa Lepora chiuda per l'inverno a fine mese.
Dormire a Dorgali tra mare ed entroterra
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