Se passate l'ultima parte di agosto a Dorgali, c'è un appuntamento che vale la mezz'ora di strada verso l'interno: la Festa del Redentore di Nuoro. È una delle feste più sentite della Sardegna e mette insieme due anime che qui convivono da sempre. Da una parte la fede, con il pellegrinaggio verso la statua del Cristo sul Monte Ortobene; dall'altra la festa popolare, con la grande sfilata dei costumi tradizionali che arrivano da decine di paesi dell'isola. Per chi è in vacanza sulla costa è l'occasione di vedere in una sola giornata una varietà di abiti, canti e musiche che altrimenti richiederebbe settimane di giri tra i paesi.
Una statua sulla montagna di Nuoro
Il cuore della festa è la statua bronzea del Redentore che domina la cima del Monte Ortobene, la montagna di granito e boschi che sovrasta Nuoro. L'opera, dello scultore calabrese Vincenzo Jerace, fu collocata all'inizio del Novecento, nell'ambito delle iniziative per il Giubileo che portarono statue del Cristo su diverse vette italiane. Da allora l'omaggio al Redentore è diventato un rito collettivo per tutta la città e per i paesi del circondario. Il Cristo, con la croce alzata e lo sguardo rivolto alla valle, è raggiungibile a piedi dall'area sommitale del monte, tra lecci, rocce e punti panoramici da cui lo sguardo corre sulle montagne della Barbagia fino al Supramonte.
Anche fuori dai giorni di festa l'Ortobene è una bella meta per una mattinata fresca: sentieri all'ombra, grandi massi di granito, aree attrezzate e la piccola chiesa della Madonna del Monte lungo la salita. Nei giorni del Redentore, però, la montagna cambia volto e si riempie di pellegrini.
La sfilata dei costumi: la Sardegna in una sola strada
Il momento più spettacolare è la sfilata dei costumi tradizionali, che si tiene di domenica, a fine agosto, per le vie del centro di Nuoro. Sfilano gruppi da tutta l'isola: donne con gli scialli ricamati, i gioielli in filigrana e le gonne plissettate, uomini con il gabbano e le bisacce, cavalieri, carri a buoi addobbati, e spesso anche le maschere tradizionali della Barbagia. Ogni paese porta i propri colori, e vedere passare uno dopo l'altro abiti così diversi fa capire quanto la Sardegna sia varia anche a pochi chilometri di distanza.
Dopo la sfilata, di solito, c'è spazio per il festival del folklore, dove alcuni dei gruppi presentano balli tradizionali accompagnati da launeddas, organetti e dal canto a tenore, la polifonia vocale tipica di queste zone. È uno spettacolo che si segue volentieri anche senza conoscere le tradizioni: il ritmo dei balli in cerchio e le voci profonde del tenore arrivano a tutti.
Il 29 agosto: il pellegrinaggio all'Ortobene
La parte religiosa ruota attorno al 29 agosto. La sera prima si svolge di solito una fiaccolata per le vie cittadine; il giorno della festa i fedeli salgono in pellegrinaggio dalla cattedrale verso la cima del monte, spesso partendo alle prime luci, per la messa solenne ai piedi della statua. È un momento raccolto, molto diverso dall'allegria della sfilata, e per questo vale la pena conoscerlo: se scegliete di assistervi, fatelo con discrezione, ricordando che per molti nuoresi è prima di tutto un atto di fede.
Il programma completo comprende in genere anche concerti, mostre e iniziative culturali distribuite su più giorni. Date e orari cambiano di anno in anno, quindi prima di organizzarvi controllate sempre il calendario pubblicato dal Comune di Nuoro e dai canali ufficiali della festa.
Come organizzarsi partendo da Dorgali
Nuoro si raggiunge da Dorgali in circa mezz'ora d'auto lungo la statale 129: è una gita comoda anche per una sola giornata. Qualche consiglio pratico per viverla senza stress:
- Nel giorno della sfilata il centro di Nuoro è molto affollato e diverse strade sono chiuse al traffico: partite presto e mettete in conto di camminare un po' dal parcheggio.
- A fine agosto fa ancora caldo: acqua, cappello e scarpe comode sono indispensabili, soprattutto per chi segue la sfilata in piedi.
- Se volete salire all'Ortobene, scegliete le ore fresche del mattino o il tardo pomeriggio; nei giorni del pellegrinaggio la strada per la cima può essere molto trafficata.
- Con i bambini la sfilata è divertente, ma conviene scegliere un punto un po' defilato del percorso, dove c'è meno ressa.
Una giornata tra montagna e città
Il modo migliore per vivere il Redentore è dedicargli una giornata intera senza fretta: la mattina in città per la sfilata, una sosta all'ombra per pranzo, poi magari una salita all'Ortobene nel tardo pomeriggio, quando la luce si fa morbida e la vista si allarga su tutta la valle. Nuoro, del resto, è anche la città di Grazia Deledda e dei musei dedicati alla cultura sarda, e una passeggiata nel centro storico completa bene la giornata.
La sera si rientra verso Dorgali con la sensazione di aver visto un pezzo di Sardegna che dalla spiaggia non si immagina. E il giorno dopo il mare di Cala Gonone, a pochi minuti d'auto da Casa Lepora, è il modo più naturale per riposarsi dopo tanta festa.
Una base tranquilla per le giornate di festa
Casa Lepora è un appartamento di circa 70 mq a Dorgali per fino a 4 ospiti, con aria condizionata e Wi-Fi: rientrare dopo una lunga giornata a Nuoro è semplice. Scriveteci su WhatsApp per le disponibilità.